La corsa di Matteo Renzi alla premiership inizia ad incontrare il
favore dei sondaggi. Fino a qualche giorno fa le rilevazioni davano il sindaco di
Firenze qualche punto sotto rispetto al segretario del Pd , ma davanti al governatore della Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola. Ieri,
invece, è avvento il “sorpasso” tanto temuto dai vecchi vertici del Partito. Dalla Bindi a D'alema passando per Bersani stesso. A comunicare che il sindaco di Firenze è passato in
testa è stato Roberto Baldassarri, vicepresidente dell’Istituto
Piepoli: considerando i soli elettori del Partito Democratico, Renzi e
Bersani sarebbero aggrappati al 32% dei consensi, mentre se la platea si
allargasse agli elettori di centrosinistra, ci sarebbe un clamoroso
sorpasso con Renzi al 35% e Bersani relegato ad un pallido 27%. Bersani ha già cambiato "tecnica", rispolverando un vecchio slogan Montiano: "L'Italia prima di tutto".
venerdì 7 settembre 2012
5 Stelle, il fuorionda di Favia: ''Nel movimento la democrazia non esiste''
"Dietro il movimento ci sono menti esperte "
giovedì 6 settembre 2012
La sveglia suona. Le vacanze estive dei partiti sono finite.
In questi giorni nell’intero mondo politico italiano
regna l’incertezza. Nel centrodestra non si è ristabilita una vera
e propria leadership, Berlusconi un giorno si ricandida al governo, un altro
pensa ad una sua possibile candidatura alla Presidenza della Repubblica ( tutto
questo a danno del suo “delfino”). Più a nord di Roma, Formigoni, inizia a delirare
su una “Mega regione del nord” che possa “far ripartire la nostra economia”,
scatenando l’euforia dei leghisti che auspicano un nord autonomo, senza
l’egemonia romana e, ci mancherebbe, quella milanese. Ma
se il centrodestra non ride, piange sicuramente il centrosinistra. Sabato 25 in
Emilia, durante la quinta festa del Pd, Bersani lancia un affondo a Grillo e a
Di Pietro, accusati di essere dei “fascisti del web”, buttando fuori
dall’alleanza definitivamente l’IdV.
Vendola tace, quasi costretto dall’attuale situazione politica e
dall’ottosità di certi dirigenti democratici, mentre, vede i sogni ed i
progetti del centrosinistra bruciare con l’ex Pm per lasciare spazio ad uno che
di fuochi se ne intende,Nerone (Casini) che guarda compiaciuto la scena. Ma se
il detto “fra i due litiganti il terzo gode” dice il vero, in questo momento
non ne abbiamo le prove. Ad esempio, che fine faranno Fini, Lombardo e Rutelli?
nessuno lo sa. Si uniranno al <<grande centro>> promosso da
“Bersini”, oppure al centrodestra berlusconiano? Sicuamente non possono stare lì, in quella
posizione che li ha ospitati tutti assieme anche se per poco. Infatti, con la
futura legge elettorale, (se le indiscrezioni sono veritiere) Fli, Mpa e Api
resteranno fuori dal parlamento, almeno che i rispettivi leader di partito non
decidessero di unirsi in modo tale da raggiungere il tetto del 5%. Terzo polo a
parte, l’unico che al momento può definirsi
sereno è Beppe Grillo, che con il
suo movimento 5 stelle raccoglie sempre più preferenze (almeno secondo gli
ultimi sondaggi di luglio).
Per fortuna questo è il mese di Agosto, sinonimo di riposo e e poca
attenzione per, e verso, le cronache
politiche del nostro Paese. Ma attenzione, settembre è alle porte e dopo questo
complicato 2012 la tregua per la stabilità del Paese che ha portoto fra le
tante novità il govero Monti e la strana maggioranza “ABC” sta per essere
sostituito dalla compagna elettorale “informale”, che secondo il nostro modesto
parere avrà inizio con le primarie del Partito Democratico.
Roma SìMuove
Dal blog del nostro autore Alexandre Rossi
L'estate della politica romana ha visto la nascita e il fiorire di un comitato referendario con obiettivi rivoluzionari per il modo d'intendere la città. Per una Roma veramente amica dell'ambiente e con maggior attenzione ai cittadini, che garantisca più diritti e che elimini i costi della politica, è nato in città il comitato "RomaSìMuove" che vede in costante aumento adesioni trasversali di movimenti politici (dai Radicali, ai Verdi, a Fli, IDV di Roma), associazioni (come il WWF) e cittadini con esperienze diverse nella politica, nella cultura, nella ricerca, e non solo.
Lo scorso 7 luglio è partita la raccolta delle firme e andrà avanti fino al prossimo 7 ottobre. In questi 3 mesi servono 50mila firme per consentire a tutti i cittadini di votare i referendum proposti. Otto sono i quesiti riguardanti 4 aree tematiche e che si possono consultare anche attraverso il sito www.romasimuove.it . Mobilità sostenibile, ambiente, diritti e scelte di vita e meno partitocrazia.
Riccardo Magi (nella foto in basso), segretario dei Radicali Roma, spiega gli obiettivi che questa campagna referendaria si prefigge di raggiungere
Perché "RomaSìMuove"?
"RomaSìMuove" vuole mettere al centro dell'agenda politica cittadina temi centrali per la città, da troppo tempo trascurati o non affrontati con la necessaria attenzione ed energia dalle amministrazioni. E vuole farlo con lo strumento proprio dell'iniziativa e della partecipazione popolare, il referendum. Un'impresa ambiziosa ma è probabilmente l'unico modo per avere un dibattito sui quei temi e non arrivare alle elezioni amministrative del 2013 parlando solo di candidati sindaco e alleanza incomprensibili tra partiti incomprensibili.
I referendum che si voterebbero anch'essi nella primavera del prossimo anno sono un modo per impegnare il prossimo sindaco su quelle scelte di governo della città.
Per una città come Roma non sembra un utopia la proposta di "Meno traffico, meno smog"?
"Meno traffico, meno smog" è uno slogan ma il quesito sulla mobilità sostenibile, sconosciuta come obiettivo all'attuale amministrazione, prevede misure concrete come il potenziamento trasporto pubblico e car-sharing. la creazione zona libera dal traffico privato, investimenti sulle tramvie, la trasformazione dei treni per pendolari in linee metropolitane, il raddoppio della pedonalizzazioni e rete ciclabile e, inoltre, percorsi obbligatori dei pullman turistici. In pratica, si punta a governare la mobilità di una città con le caratteristiche della Capitale esaltandone la bellezza e le possibilità di sviluppo legate al turismo.
Cosa significa "mare libero"? Come si è arrivati alla situazione di totale cementificazione del lungomare?
"Mare libero" riguarda la fruibilità e visibilità del mare. l'obiettivo è rendere di nuovo il lungomare di Ostia un luogo da cui sia possibile vedere il mare e accedere liberamente alla spiaggia. Oggi non è così a causa di uno sviluppo incontrollato delle strutture degli stabilimenti balneari (strutture in muratura e non rimuovibili) e della chiusura della spiaggia con cancellate che per lunghi tratti non lasciano libero accesso al mare.
Pensi che Roma sia pronta ad affrontare le questioni dei Diritti civili come l'istituzione dei testamenti biologici e le tutele alle famiglie di fatto?
L'orientamento della stragrande maggioranza degli italiani, e dei romani, su questi temi centrali che riguardano il rispetto delle scelte di vita dei cittadini da parte delle istituzioni e l'eliminazione di ogni forma di discriminazione è favorevole ormai da tempo. A non essere pronte sono le forze politiche e blocchi di potere clericale che hanno bisogno di asservirsi al Vaticano per avere l'illusione di essere più forti.
Cosa si intende per "rifiuti zero"?
"Rifiuti zero" è la strategia per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che avrebbe evitato di giungere all'emergenza rifiuti a Roma e che ora può consentire l'uscita dall'emergenza. Riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti, estensione a tutto il territorio comunale della raccolta differenziata porta a porta, adattamento degli impianti di trattamento dei rifiuti. Non si può più aspettare eppure sembra manchi ancora la volontà politica di avviare un cambiamento del genere.
Qual'è la situazione attuale dei servizi alla persona e cosa viene concretamente proposto con il referendum di "RomaSiMuove"?
Il referendum sui servizi alla persona erogati dal comune di Roma (asili nido, assistenza domiciliare a disabili e anziani) chiede al comune di incentivare l'erogazione di tali servizi attraverso dei buoni dati direttamente alle famiglie che avrebbero così una maggiore libertà di scelta rispetto agli operatori a cui rivolgersi. Il comune si dovrebbe concentrare sul controllo degli standard dei servizi e sull'accreditamento.
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