Protesate anche a Genova. Alcune centinaia di operai dell'Ilva sono scesi in piazza questa mattina nel capoluogo ligure per protestare contro il sequestro dell'area che rischia di mettere in crisi anche gli altri siti produttivi del gruppo. Dopo un'animata assemblea in fabbrica, gli operai sono usciti dai cancelli per dare vita ad un corteo diretto verso la prefettura.
venerdì 27 luglio 2012
Taranto bloccata dagli operai di Ilva.Clini: il caso oggi in Cdm. Intanto, esplode anche il caso "Genova"
Protesate anche a Genova. Alcune centinaia di operai dell'Ilva sono scesi in piazza questa mattina nel capoluogo ligure per protestare contro il sequestro dell'area che rischia di mettere in crisi anche gli altri siti produttivi del gruppo. Dopo un'animata assemblea in fabbrica, gli operai sono usciti dai cancelli per dare vita ad un corteo diretto verso la prefettura.
Milano dice si alle unioni civili. Pisapia: "Ridotto lo spread con l'Europa dei diritti civili".
Roma, 27 lug. (TMNews) - Approvata la delibera che istituisce il registro delle unioni civili del Comune di Milano dopo un Consiglio comunale durato quasi dodici ore. 27 i voti favorevoli, 7 quelli contrari e 4 astenuti. La delibera approvata istituisce un registro a cui possono iscriversi le coppie di fatto, sia etero che omosessuali, ed è stata riveduta rispetto alla versione originale dopo un faticoso lavoro di mediazione tra laici e cattolici, fuori e dentro la maggioranza.
Nel testo varato da Palazzo Marino, su proposta Pdl, è stato cancellato il termine "famiglia anagrafica" ed è stato sostituito con "unione civile" per sottolineare "la differenza tra coppie di fatto e famiglia tradizionale".
"Abbiamo ridotto lo spread sull'Europa dei diritti civili" ha commentato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia che poi ha aggiunto: "Escludo che questa delibera apra alla possibilità di matrimoni gay". "Per avere i matrimoni gay servirebbe una legge del Parlamento, ha concluso il sindaco.
mercoledì 25 luglio 2012
Formigoni indagato per corruzione aggravata. Già sapeva da giugno
Milano, 25 lug. (TMNews) - La procura di Milano ha notificato un avviso
di garanzia e invito a comparire al presidente della Regione Lombardia,
Roberto Formigoni: l'ipotesi di reato, a suo carico, è di corruzione
aggravata dalla transnazionalità del reato nell'ambito dell'inchiesta
sui presunti di fondi neri alla Fondazione Maugeri.
L'informazione di garanzia con contestuale invito a presentarsi è stato comunicato dalla Procura di Milano attraverso un comunicato stampa in cui si rende noto che il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, è indagato per corruzione aggravata dalla transnazionalità in concorso con Pierangelo Daccò, Umberto Maugeri, Costantino Passerino e Antonio Simone per fatti commessi a Milano e all'estero dal 2001 al mese di novembre del 2011.
Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, risulta iscritto nel registro degli indagati dal 14 giugno scorso. Dopo circa una settimana, il 23 giugno, il Corriere della Sera rese noto che il presidente lombardo era indagato, scatenando la reazione dello stesso Formigoni che aveva ripetutamente smentito la notizia e negato ogni addebito.
Nell'ambito dell'inchiesta sui presunti 70 milioni di euro di fondi neri della Fondazione Maugeri, nata da quella sul crac dell'ospedale San Raffaele e coordinata dai Pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta coordinati dal Procuratore aggiunto Francesco Greco, sono state già arrestate sei persone, tra le quali due amici di Formigoni: il mediatore d'affari Pierangelo Daccò e l'imprenditore immobiliare e consulente nel settore sanitario Antonio Simone.
L'informazione di garanzia con contestuale invito a presentarsi è stato comunicato dalla Procura di Milano attraverso un comunicato stampa in cui si rende noto che il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, è indagato per corruzione aggravata dalla transnazionalità in concorso con Pierangelo Daccò, Umberto Maugeri, Costantino Passerino e Antonio Simone per fatti commessi a Milano e all'estero dal 2001 al mese di novembre del 2011.
Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, risulta iscritto nel registro degli indagati dal 14 giugno scorso. Dopo circa una settimana, il 23 giugno, il Corriere della Sera rese noto che il presidente lombardo era indagato, scatenando la reazione dello stesso Formigoni che aveva ripetutamente smentito la notizia e negato ogni addebito.
Nell'ambito dell'inchiesta sui presunti 70 milioni di euro di fondi neri della Fondazione Maugeri, nata da quella sul crac dell'ospedale San Raffaele e coordinata dai Pm Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta coordinati dal Procuratore aggiunto Francesco Greco, sono state già arrestate sei persone, tra le quali due amici di Formigoni: il mediatore d'affari Pierangelo Daccò e l'imprenditore immobiliare e consulente nel settore sanitario Antonio Simone.
martedì 24 luglio 2012
Le vittime di Wojtyla
Giovanni Paolo II passa per essere un papa pellegrino, disposto a
spostarsi ovunque per dire una parola di pace, e pronto a dialogare con
chiunque.
La realtà «interna» è invece diametralmente opposta
all'immagine che è stata costruita su Wojtyla: nella Chiesa cattolica è
vietato dissentire dal papa polacco, pena il silenzio, l'allontanamento,
la perdita del posto. Un tempo si rischiava il rogo, quindi bisogna
riconoscere che qualche passo avanti si è fatto. Del resto, la
Congregazione per la Dottrina della Fede non è che la vecchia Santa
Inquisizione, riverniciata con un nuovo nome.
Le vittime degli
strali vaticani cominciano ad essere parecchie: viene pubblicata qui una
lista delle personalità più prestigiose, precisando che si tratta,
comunque, di un elenco incompleto.
Molte di loro sono colpevoli di «inculturazione»: ovvero di cercare
di «adeguare» la religione cattolica alle culture locali, e non viceversa.
TISSA BALASURIYA: teologo cingalese, prima scomunicato, poi riammesso
nella Chiesa, sostenitore dell'inculturazione e di tesi non ortodosse
sull'immacolata concezione.
LEONARDO BOFF: francescano brasiliano, fondatore della «Teologia della
Liberazione». Nel 1985 la Chiesa lo costrinse al silenzio.
PAUL COLLINS: teologo e scrittore australiano, è stato costretto ad
abbandonare il sacerdozio dopo essere stato messo sotto inchiesta dalla
Congregazione per la Dottrina della Fede a causa delle sue opinioni
sull'infallibilità del papa e dello strapotere della curia vaticana.
CHARLES CURRAN: sacerdote statunitense, per le sue opinioni non
allineate sulla dottrina cattolica in materia sessuale perse nel 1987 la
cattedra di Teologia Morale all'Università cattolica di Washington.
EUGEN DREWERMANN: sacerdote, psicoterapeuta e scrittore tedesco, gli
viene revocata la facoltà di insegnare presso la cattedra di Teologia e
Storia delle Religioni dell'Università di Paderborn. Si è autosospeso.
JACQUES DUPUIS: gesuita belga, sostenitore anch'egli
dell'inculturazione: da due anni sotto inchiesta, e privato della
facoltà di insegnare.
JACQUES GAILLOT: vescovo francese, vicino
ai poveri ed agli immigrati, viene rimosso nel 1995 dalla sede di
Evreux e spostato alla sede di Partenia: una diocesi algerina
inesistente. Si è costituito allora un movimento internazionale di
solidarietà verso il vescovo, di cui si trova traccia al sito http://www.partenia.org/ita/ index.htm.
JEANNINE GRAMICK: suora scolastica statunitense, fondatrice con padre
Nugent di New Ways Ministry, un progetto pastorale rivolto a gay e
lesbiche. Diffidata dal Vaticano a svolgere qualsiasi azione «che
coinvolga persone omosessuali.
JOSEF IMBACH: frate minore
francescano di origine svizzera, teologo, anch'egli posto sotto
inchiesta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. L'accusa: aver
pubblicato un libro nel quale assume una posizione «scettica» sui
miracoli descritti nel Nuovo Testamento.
HANS KUNG: teologo
svizzero, liquidato dalla cattedra di Teologia all'Università di
Tubingen per aver messo in dubbio il dogma dell'infallibilità della
Chiesa.
LUIGI LOMBARDI VALLAURI: professore italiano, esonerato
dall'insegnamento presso la cattedra di Filosofia del Diritto
all'Università cattolica di Milano per aver espresso opinioni non
allineate sul magistero papale e sul concetto di una «pena eterna»
comminata da dio.
NOI SIAMO CHIESA: movimento nato nel 1995 in
Austria, che ha inviato diverse lettere al papa chiedendogli maggiore
apertura dottrinaria, lettere che hanno raccolto diversi milioni di
firme e che non hanno, tuttora, ricevuto alcuna risposta. Il loro sito:
http://www.we-are-church.org/ it/.
EDWARD SCHILLEBEECKX: teologo olandese, più volte messo sotto inchiesta
dalla Congregazione per la Dottrina delle Fede per le sue opinioni non
allineate, in special modo sul divorzio.
RAUL VERA LOPEZ:
vescovo messicano, coadiutore di Samuel Ruiz nella diocesi di San
Cristobal de Las Casas nel Chiapas di cui era considerato il successore
naturale, è stato destinato recentemente ad altro incarico nonostante le
proteste della popolazione. Inviato a «normalizzare» la situazione, in
seguito è stato ritenuto troppo comprensivo verso le ragioni degli
zapatisti Clicca qui per maggiori dettagli.
Recentemente anche
Samuel Ruiz è stato messo sotto inchiesta dal Vaticano con l'accusa, non
provata, di avere ordinato delle diaconesse.
MARCIANO VIDAL:
teologo spagnolo, sotto inchiesta per anni da parte della Congregazione
per la Dottrina della Fede. Costretto a ritrattare le sue teorie «non
ortodosse» su contraccezione, aborto e fecondazione artificiale.
ALESSANDRO “ALEX” ZANOTELLI: comboniano italiano, venne silurato dalla
direzione del periodico Nigrizia in quanto sostenitore
dell'inculturazione.
DOCUMENTAZIONE SULL'ARGOMENTO
Juan Arias. L'enigma Wojtyla. Borla 1986.
Carlo Cardìa. Karol Wojtyla. Vittoria e tramonto. Donzelli 1994.
Filippo Gentiloni. Karol Wojtyla. Nel segno della contraddizione. Baldini & Castoldi 1996.
Mario Alighiero Manacorda e Giovanni Franzoni. Le ombre di Wojtyla. Editori Riuniti 1999.
Luigi Sandri. L'ultimo papa re. Datanews 1996.
Marcello Vigli. «Papato e restaurazione» in I giubilei del Novecento. Datanews 1999.
Fonte: "Il libro nero della Chiesa" dello UAAR, scaricabile grauitamente dal sito www.uaar.it
Inviatoci da: Emanuele Rosa
Lombardia Vs Sicilia, vincono i lombardi.
Da una settimana circa i maggiori mezzi di comunicazione di massa (giornali, tv, radio, siti web e così via) parlano di un possibile crac finanziario della Regione Siciliana, dovuto a un buco di bilancio pari a 5 miliardi di euro.
Le pessime condizioni dei conti pubblici siciliani hanno allarmato gli investitoti di mezzo mondo. A preoccuparli non è la Sicilia, bensì una possibile reazione a catena alla spagnola. Le reazioni nazionali sono state molte e di una certa valenza politica. La prima reazione, la più forte, è stata quella di Monti, che ha subito convocato Lombardo. Quest'ultimo rassicura: "Se Dio vuole, mi dimetto il 31/Luglio".
Oltre alle reazione, sono subito arrivati anche i confronti fra i primi e gli ultimi della classe "Italia". Tipico, infatti, è il confronto Lombardia-Sicilia, confronto con dei risultati ovvi.
Ecco i risultati del confronto:
Le pessime condizioni dei conti pubblici siciliani hanno allarmato gli investitoti di mezzo mondo. A preoccuparli non è la Sicilia, bensì una possibile reazione a catena alla spagnola. Le reazioni nazionali sono state molte e di una certa valenza politica. La prima reazione, la più forte, è stata quella di Monti, che ha subito convocato Lombardo. Quest'ultimo rassicura: "Se Dio vuole, mi dimetto il 31/Luglio".
Oltre alle reazione, sono subito arrivati anche i confronti fra i primi e gli ultimi della classe "Italia". Tipico, infatti, è il confronto Lombardia-Sicilia, confronto con dei risultati ovvi.
Ecco i risultati del confronto:
lunedì 23 luglio 2012
Lunedì nero per le borse del vecchio continente. Ecco le cause.
I mercati europei sono in caduta libera nel lunedì più nero dell'estate.
L'attacco dela speculazione si concentra in particolare sulle borse più
vulnerabili: Milano, Madrid e Atene.
La domanda delle domande diventa sempre più frequente nei palazzi che contano. Perchè? Perchè a noi?
Semplice, la speculazione vuole mangiare, riempiendosi questa volta la pancia. Ecco perchè lo spread italiano e spagnolo si è riscaldato nuovamente. D'altronte tutti lo sapevano, il mese di luglio sta terminando e agosto bussa ormai alle porte, e i tecnici sanno che agosto, per i nostri titoli, è un mese brutale. Ma le vere cause dell'innalzamento dello spread, sono le seguenti: la prima causa è la più imponente, il Fondo Monetario Internazionale, secondo delle indiscrezioni, vuole bloccare gli aiuti alla Grecia.
Il secondo "perchè" è tutto spagnolo. 6 regioni iberiche, tra cui la Valencia , Catalogna e Andalusia sono intenzionate a chiedere aiuto economico al governo centrale, inoltre, secondo i giornali, l'unica grande regione spagnola che non rischia per niente il fallimento è Madrid.
La terza ed ultima causa del lunedì nero è di origine italiaca.
La Sicilia è terra di mare e di sole, ma anche di fallimento. La prima provincia dell'antica Roma, rischia di fallire e di portarsi con se altre regioni, come la Campania e la Calabria, innescando quindi un reazione a catena pericolosissima per le finanze pubbliche.
L'indice Fste Mib è arrivato a perdere oltre il 5%, salvo poi recuperare un punto. Nel mirino i titoli bancari, vittime di una lunga serie di sospensioni, da Uicnredit a Bpm da Intesa a Mps.
Male anche lo spread tra Btp e Bund, che è arrivato a toccare i 529 punti.
Per maggiori informazioni: l'angolo finanziario
La domanda delle domande diventa sempre più frequente nei palazzi che contano. Perchè? Perchè a noi?
Semplice, la speculazione vuole mangiare, riempiendosi questa volta la pancia. Ecco perchè lo spread italiano e spagnolo si è riscaldato nuovamente. D'altronte tutti lo sapevano, il mese di luglio sta terminando e agosto bussa ormai alle porte, e i tecnici sanno che agosto, per i nostri titoli, è un mese brutale. Ma le vere cause dell'innalzamento dello spread, sono le seguenti: la prima causa è la più imponente, il Fondo Monetario Internazionale, secondo delle indiscrezioni, vuole bloccare gli aiuti alla Grecia.
Il secondo "perchè" è tutto spagnolo. 6 regioni iberiche, tra cui la Valencia , Catalogna e Andalusia sono intenzionate a chiedere aiuto economico al governo centrale, inoltre, secondo i giornali, l'unica grande regione spagnola che non rischia per niente il fallimento è Madrid.
La terza ed ultima causa del lunedì nero è di origine italiaca.
La Sicilia è terra di mare e di sole, ma anche di fallimento. La prima provincia dell'antica Roma, rischia di fallire e di portarsi con se altre regioni, come la Campania e la Calabria, innescando quindi un reazione a catena pericolosissima per le finanze pubbliche.
L'indice Fste Mib è arrivato a perdere oltre il 5%, salvo poi recuperare un punto. Nel mirino i titoli bancari, vittime di una lunga serie di sospensioni, da Uicnredit a Bpm da Intesa a Mps.
Male anche lo spread tra Btp e Bund, che è arrivato a toccare i 529 punti.
Per maggiori informazioni: l'angolo finanziario
domenica 22 luglio 2012
Per Libero, Berlusconi non si ricandida. L'interessato nega
Roma, 22 lug. (TMNews) - Secondo Libero Silvio Berlusconi non si
candiderà a premier - Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro
apre oggi la prima pagina con il titolo 'Scherzi da
Silvio. Non si candida più' - ma da palazzo Grazioli arriva subito una
smentita. Libero cita il sindaco di Roma Gianni
Alemanno che, ad Omnibus, ha rivelato un colloquio con il Cavaliere
durante
il quale l'ipotesi della candidatura a premier è
stata perlomeno derubricata ad una remota possibilità: "Possibilissimo
che
non mi candidi affatto", avrebbe detto Berlusconi
ad Alemanno.
Immediata la replica del Cavaliere, attraverso
l'ufficio stampa di palazzo Grazioli, la sua residenza romana: "Il
titolo e
il contenuto di un articolo sul presidente
Berlusconi apparsi stamani su Libero non corrispondono al vero"
sabato 21 luglio 2012
Cambia la geografia politica italiana. Ecco la rivoluzione delle province
Roma, 20 lug. (TMNews) - Restano le province con più di 350 mila abitanti e non si procede all'accorpamento delle festività. E' quanto ha stabilito il Consiglio dei ministri, che oggi ha varato la delibera sui criteri del taglio della spending review.
Il Cdm ha deciso di non procedere all'accorpamento delle festività per tre ragioni, si legge in una nota. Anzitutto perché, secondo le stime della ragioneria generale, la misura non dà sufficienti garanzie di risparmio, contrariamente a quanto indicato dalla norma (che individua nel risparmio di spesa la propria finalità principale). Inoltre perché, a differenza di quanto indicato dal decreto legge del 2011 nella parte in cui fa riferimento a "diffuse prassi europee", non esistono in Europa previsioni normative di livello statale che accorpino le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni. In alcuni Paesi (ad esempio la Germania, l'Austria e la Spagna) la celebrazione delle festività dei Santi Patroni rientra nell'autonoma determinazione delle autorità locali che le fanno coincidere col giorno a questi dedicato nel calendario gregoriano. Nei Paesi anglosassoni - ad esempio in Irlanda e in Scozia - i Santi Patroni delle principali città sono riconosciuti e celebrati, con giornate festive stabilite a livello statale.
Infine, perché l'attuazione della misura nei confronti dei lavoratori privati violerebbe il principio di salvaguardia dell'autonomia contrattuale, con il rischio di aumentare la conflittualità tra lavoratori e datori di lavoro.
Per quanto riguarda invece le province, solo quelle che rispetteranno i due requisiti di almeno 350mila abitanti e 2.500 chilometri quadrati di superfice, si salveranno dalla scure della spending review. Eliminate anche le 10 province corrispondenti alle aree metropolitane, come le province di Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze.
martedì 17 luglio 2012
Se non ci sono str***i di destra alla guida di una Nazione
Oggi l’Istat dà la drammatica fotografia di come sia aumentata la povertà nel nostro Paese. Stiamo parlando dell’11,1% delle famiglie italiane, per un totale di oltre 8 milioni di persone. Un dato allarmante che dovrebbe preoccupare questo governo, finora sordo al grido di dolore delle fasce sociali più deboli.
Monti e i sobri professori hanno fatto cassa sulla pelle dei cittadini, lasciando impuniti evasori, speculatori e i soliti noti della casta. Dove sono le politiche per il reddito? Dov’è l’equità tanto sbandierata? A certificare ulteriormente il fallimento di questo esecutivo è stato, ieri, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, vale a dire il termometro della crisi. Ha quasi toccato i 500 punti: tra la febbre altissima e il coma. Stamattina i siti dei quotidiani da Istituto Luce sono tutti contenti perché lo spread è sceso al di sotto dei 485 punti. Le stesse testate, meno di un anno fa, scrivevano che se il differenziale fosse arrivato a 400 punti sarebbe stata una catastrofe perché il Paese non era in grado di reggere a lungo simili tassi d’interesse.
Mentivano ieri o mentono oggi? Esageravano nell’estate del 2011 o minimizzano in quella del 2012? Ve lo dico io e ve lo può confermare qualsiasi giornalista o studioso onesto: mentono oggi. Un differenziale al di sopra dei 400 punti è insostenibile e vanifica tutti i sacrifici che questo governo ha imposto agli italiani delle fasce medie e basse, stando solo attento a non disturbare quelli ricchi. E’ come riempire d’acqua un secchio col fondo bucato: per tanta povera gente una fatica e un’enorme sofferenza inutili.
SEGUE :
http://www.antoniodipietro.it/ 2012/07/ la-febbre-monti-la-cura-holland e?utm_source=rss&utm_medium=rs s&utm_campaign=la-febbre-monti -la-cura-hollande
venerdì 13 luglio 2012
Truffa e mazzette sull'energia eolica: 5 arresti a Palermo
Palermo (TMNews) - Costruivano parchi eolici ottenendo le autorizzazioni, a suon di mazzette, grazie alla connivenza di un funzionario statale corrotto. Con l'accusa di tentata concussione, corruzione, emissione e utilizzo di fatture false sono finite in manette a Palermo 5 persone tra cui un funzionario pubblico del Demanio ora in pensione, suo figlio, neo laureato in Ingegneria, un imprenditore e due soci rappresentanti di una nota ditta di alcamo, nel Trapanese, leader nel settore delle energie rinnovabili. Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo.
"Non c'è dubbio che l'eolico è un settore che, proprio perché mobilita grandi quantità di denaro, imponenti risorse con profitti per le imprese abbastanza consistenti è un settore che ha destato gli appetiti sia della criminalità organizzata sia di imprenditori poco scrupolosi che di volta in volta ottengono autorizzazioni e facilitazioni con mezzi non legali".
Stando alle indagini della Guardia di Finanza, il titolare dell'azienda alcamese e i suoi complici ottenevano illegalmente facilitazioni e permessi per la realizzazione dei parchi eolicicon l'appoggio del funzionario corrotto al quale, in segno di riconoscenza, hanno versato 60mila euro di tangenti, sotto forma di consulenze fittizie commissionate al suo figlio ingengere.
Crisi, Squinzi: bisogna fare di più per la crescita
Roma,(TMNews) - "Sul piano del rigore sono stati
fatti sforzi notevoli, su quello della crescita si deve fare di più". Lo
ha detto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi intervenendo
all'assemblea dell'Ance (Associazione nazionale costruttore edili) delle
strategie messe in campo dal governo per uscire dalla crisi.
Italia declassata, l'ira del governo
Più duro il commento del titolare dello Sviluppo economico Corrado Passera. "Il giudizio di Moody's è del tutto ingiustificato e fuorviante perché non tiene conto del grande lavoro che il Paese sta facendo" è stata la risposta alla decisione di Moody's di tagliare il rating dei titoli di Stato italiani di due gradini, da A3 a Baa2, confermando le prospettive negative a causa del rischio contagio da parte di Spagna e Grecia. "Pochi paesi - ha affermato - possono dire di aver messo in moto un impegno così garantente in termini di conti pubblici e di riforme strutturali".
Secondo Moody's, L'Italia rischia di "conoscere un ulteriore brusco aumento dei suoi costi di finanziamento o la perdita dell'accesso al mercato... a causa di una fiducia dei mercati sempre più fragile e di un rischio contagio da parte di Grecia e Spagna". Nel comunicato, l'agenzia di rating ha infatti aggiunto: "si è aggravato il rischio di un'uscita della Grecia dell'euro e il sistema bancario spagnolo subirà perdite maggiori di quelle previste e le sfide della Spagna per finanziarsi sono maggiori di quelle finora ammesse".
L'agenzia evidenzia quindi per l'Italia un "peggioramento delle prospettive economiche a breve termine, a causa di una crescita debole e di un'alta disoccupazione, che alimentano il rischio di un fallimento nell'opera di consolidamento di bilancio". Un tale fallimento potrebbe poi tradursi per il Paese nell'impossibilità di "finanziarsi sui mercati finanziari".
Tuttavia Moody's riconosce come le riforme avviate dal governo di Mario Monti abbiano "le potenzialità" di migliorare le prospettiva di crescita a lungo termine e le prospettive di bilancio. Ma ci sono anche rischi "concreti" che pesano sull'applicazione di queste riforme, motivando così la conferma dell'outlook negativo. "Una piena applicazione delle riforme economiche potrebbe portare il Paese a una prospettiva di stabilità", ha scritto ancora Moody's.
Cicchitto: Berlusconi candidato 2013, primarie inutili
Roma, 13 lug. (TMNews) - Al termine del vertice a palazzo Grazioli con
Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del partito, il capogruppo alla
Camera, Fabrizio Cicchitto, ha annunciato che Silvio Berlusconi si
candiderà nuovamente alle politiche per la guida del governo e ha
aggiunto che non si terranno più le primarie per la scelta del candidato
premier.
"Sì, Berlusconi candidato premier", ha risposto Cicchitto a chi gli chiedeva dell'esito del vertice con il Cavaliere. A chi gli chiedeva inoltre se fosse tramontata a questo punto la decisione di tenere le primarie per la premiership, Cicchitto ha risposto: "Nel momento in cui c'è Berlusconi non si pone il problema delle primarie. Casomai le primarie si possono porre per altre cariche del partito ed è un modello su cui riflettiamo".
Quanto ai tempi dell'annuncio della nuova discesa in campo da parte dello stesso Berlusconi, Cicchitto si è limitato a dire: "Questo lo deciderà lui".
"Sì, Berlusconi candidato premier", ha risposto Cicchitto a chi gli chiedeva dell'esito del vertice con il Cavaliere. A chi gli chiedeva inoltre se fosse tramontata a questo punto la decisione di tenere le primarie per la premiership, Cicchitto ha risposto: "Nel momento in cui c'è Berlusconi non si pone il problema delle primarie. Casomai le primarie si possono porre per altre cariche del partito ed è un modello su cui riflettiamo".
Quanto ai tempi dell'annuncio della nuova discesa in campo da parte dello stesso Berlusconi, Cicchitto si è limitato a dire: "Questo lo deciderà lui".
domenica 8 luglio 2012
Morsi annulla lo scioglimento del parlamento egiziano
Il Cairo, 8 lug. (TMNews) - Il nuovo presidente
egiziano Mohamed Morsi ha deciso oggi, per decreto, di annullare
l'ordinanza
della Corte suprema per lo scioglimento del
Parlamento. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale egiziana Mena. "Il
presidente Morsi
ha emanato un decreto presidenziali che annulla
l'ordinanza emessa il 15 giugno 2012 per dissolvere l'Assemblea del
popolo,
e invita la Camera a riunirsi di nuovo e a
esercitare le sue prerogative".
Il decreto presidenziale prevede "l'organizzazione
di elezioni anticipate per la Camera, 60 giorni dopo l'approvazione per
referendum della nuova Costituzione del paese, e
l'adozione di una nuova legge che regoli il Parlamento", secondo
l'agenzia
Mena.Il Parlamento egiziano era stato sciolto in
base a una decisione della Corte suprema che lo aveva dichiarato
illegale,
una misura contestata dai Fratelli musulmani, prima
forza politica dell'Assemblea.
venerdì 6 luglio 2012
Accorpamento delle province, ecco tutti i dettagli
Il governo punta a dimezzare il numero delle province italiane, da tempo definite "inutili e dannose" per il benessere economico e istituzionale italiano. Si mira dunque all'accorpamento delle province più piccole, che non rispettino almeno uno dei due criteri seguenti: dimensione demografica e dimensione territoriale
Entro 10 giorni dall'approvazione del decreto da parte del Governo, l'esecutivo stesso dovrà emanare una delibera che stabilirà in particolare i criteri di abolizione/accorpamento. Entro il 2014, inoltre, verranno istituite le tanto famose "città metropolitane" (fra cui: Roma, Milano, Torino , Genova e Venezia) che assorbiranno i poteri delle rispettive province
Ecco le province a rischio secondo i parametri espressi
da Patroni Griffi (sono escluse naturalmente le 5 regioni speciali):
Pescara, Teramo, Matera, Crotone, Vibo Valentia, Benevento, Ferrara,
Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Piacenza, Rieti,
Latina, Savona, Imperia, La Spezia, Lecco, Lodi, Macerata, Ascoli,
Fermo, Isernia, Vercelli, Biella, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Taranto,
Brindisi, Barletta-Andria-Trani, Pisa, Grosseto, Siena, Lucca, Arezzo,
Livorno, Prato, Pistoia, Massa, Terni, Rovigo.
Qualora il governo decidesse di restringere ulteriormente i criteri, le province da sopprimere salirebbero a una sessantina
Spending review, è già rivolta dei sindacati
Roma, 6 lug. (TMNews) - Ha incassato il via libera del Cdm ma non quello
dei sindacati e di una buona parte delle forze politiche.
Divide il decreto sulla spending review che
ridisegnerà la spesa pubblica senza escludere alcun settore, dalle
Province, alla
difesa, dalla sanità alla scuola e dipendenti
pubblici. E se il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi ha
parlato
di una "svolta per lo Stato", la Spi-Cgil ha
catalogato il provvedimento come "il colpo di grazia alla sanità
italiana che
si rifletterà direttamente sulla condizione di
milioni di anziani e pensionati". Il sindacato avverte: verranno
cancellati
80mila posto letto e chiuderanno centinaia di
piccoli presidi sanitari sul territorio. "La sanità italiana negli
ultimi anni
ha fatto un grande sforzo, le reazioni sono
comprensibili. Abbiamo fatto però un'operazione che mantiene
sostenibilità a livello
nazionale e incentiva i comportamenti virtuosi
delle regioni" ha cercato di spiegare il ministro della Salute Renato
Balduzzi.
Il decreto sulla spending review "pur cominciando
ad affrontare la questione dei risparmi, non scioglie i veri nodi su cui
occorre incidere per una strutturale
razionalizzazione della spesa pubblica" ha commentato invece la Uil
attraverso un comunicato.
Il sindacato, in una dichiarazione congiunta con la
Cgil, ha poi parlato di una "mannaia per i servizi pubblici resi ai
cittadini
e per i lavoratori che li offrono".
Sul versante politico i contrari sono numerosi e
battono i pgli sul tavolo, i favorevoli son di meno e più timidi. Il Pd è
d'accordo col principio della spending review, ma
su "due, tre punti vogliamo guardarci", a cominciare dalla "sanità" ha
detto
Pierluigi Bersani. Un "passo avanti e un segnale
concreto di riduzione delle spese" ha detto l'Udc tramite Mauro Libé,
responsabile nazionale per gli Enti locali.
Un provvedimento "ammazza Italia", invece, per
Nichi Vendola, che ha espresso un giudizio negativo molto netto.
Denunciando
"la clamorosa insensibilità del governo Monti e
l'interlocuzione assolutamente retorica con i rappresentanti degli Enti
locali
e delle Regioni". Polemica anche la Lega: "il
governo non taglia dove serve" secondo il leader del Carroccio Roberto
Maroni.I
comuni virtuosi devono essere penalizzati e non
puniti - ha spiegato - perché è sbagliato portare via i soldi a chi li
ha
risparmiati con la buona gestione".
giovedì 5 luglio 2012
Rai, arriva il nuovo Cda
Roma, 5 lug. (TMNews) - La Commissione di
vigilanza Rai ha eletto i sette membri del Consiglio d'amministrazione
di sua competenza. I nuovi consiglieri di viale Mazzini sono: Antonio
Verro, Antonio Pilati, Luisa Todini, Guglielmo Rositani, Gherardo
Colombo, Benedetta Tobagi, e Rodolfo De Laurentis. Non c'è l'ha quindi
fatta l'outsider Flavia Nardelli Piccoli.
La nomina arriva dopo
le polemiche di ieri quando c'era stata nuova fumata nera in
Commissione: pesa nel Pdl la scelta del senatore Paolo Amato di
appoggiare - in dissenso dal gruppo - Paola Nardelli. Scelta politica
quella di Amato, nata dalla 'bocciatura' - in seno al Pdl - di un altro
possibile candidato outsider: Giampaolo Rossi, toscano in rottura con
Denis Verdini. La Commissione si riunisce, e parallelamente lo fanno i
componenti Pdl. Situazione caotica, il radicale Beltrandi decide di far
mancare il numero legale. Zavoli riunisce l'ufficio di Presidenza, il
Pdl cala le carte. Amato, riferiscono al Senato Gasparri e
Quagliariello, lascia e deve essere sostituito. Si oppongono Pd e Terzo
polo ricordando che a norma di regolamento le sostituzioni possono
avvenire solo in caso di dimissioni, incarico di Governo o cessazione
del mandato elettorale. E Zavoli non cede: la Commissione si riunisce da
domattina con votazioni ad oltranza. Intanto però l'operazione Amato
procede: il senatore resiste, in una nota afferma di non aver rassegnato
le sue dimissioni. Ma nel frattempo Schifani procede e in una lettera a
Zavoli comunica la sua sostituzione con Pasquale Viespoli, capogruppo
di Popolo e Territorio, motivandola con la rappresentanza proporzionale
in Commissione, possibile data la rinuncia del Pdl ad uno dei suoi
componenti. Amato, appunto. Il senatore cede, e annuncia di non
partecipare più alla Vigilanza.
Pd e Terzo polo contestano la scelta della seconda carica del Senato, "illegittima" dice Anna Finocchiaro, "imbarazzante e inaccettabile". Una scelta "increbilie" per Casini, "un atto persecutorio ai danni del collega che ha espresso liberamente una scelta rispetto alla votazione sul consiglio di amministrazione della Rai", dice il capogruppo al Senato D'Alia. "Schifani riferisca in Aula", chiede Belisario, Idv.
Pd e Terzo polo contestano la scelta della seconda carica del Senato, "illegittima" dice Anna Finocchiaro, "imbarazzante e inaccettabile". Una scelta "increbilie" per Casini, "un atto persecutorio ai danni del collega che ha espresso liberamente una scelta rispetto alla votazione sul consiglio di amministrazione della Rai", dice il capogruppo al Senato D'Alia. "Schifani riferisca in Aula", chiede Belisario, Idv.
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